Rio Grande – Louis L’Amour

Rio Grande, un romanzo western di Louis L’Amour pubblicato nella collana Oscar Mondadori. Titolo originale: Lando.

La storia (tranquilli, niente spoileroni).

1846, Rio Grande. Imperversa la guerra con il Messico, e a supporto delle truppe del generale Zachary Taylor numerosissimi capitani comandano i battelli a vapore che riforniscono le truppe che hanno invaso il Messico settentrionale. Tra questi il capitano Falcon Sackett.

Il segreto di un tesoro immenso, una nave affondata stracarica di oro appartenuta al pirata e negriero Lafitte  è custodito da due dei sopravvissuti al naufragio. Uomini duri, violenti che vivono di violenza. L’avidità di pochi uomini ambiziosi si intreccia a drammi famigliari.

Lando Sackett cresce abbandonato da suo padre Falcon, il quale ha lasciato 3 sacchi di monete d’oro per la sua istruzione in custodia ad uno stimato cittadino. Costretto a lavorare, ritirato dagli studi da McCaffrey, scappa e si rifugia sulle montagne nella capanna dei suoi genitori e lì cresce in solitudine con il solo aiuto di alcuni indiani cherokee. Il suo desiderio è andare a Oves, lasciare il Tennessee e costruirsi un avvenire sulla frontiera.

Il Calderaio, un uomo misterioso, uno zingaro, girovago, commerciante errante che conosce il mondo, la lotta gli uomini. Due orecchini d’oro e una misteriosa abilità nel combattimento, a mani nude e con i coltelli. I coltelli del Calderaio, di un acciaio dalla tempra unica, perfettamente bilanciati, così affilati da essere utili per la rasatura.

Lando, abbandona il Tennessee per andare a Ovest con un preciso piano per arricchirsi, totalmente inconsapevole che la sua mente contiene il segreto che in molti vanno cercando.

Un gran romanzo.

Ancora una volta Louis L’Amour riesce a costruire una trama avvincente a tratti misteriosa, costruendo personaggi pittoreschi, senza darci troppe informazioni su di loro, se non lo stretto necessario per farci immaginare.

Tutti i personaggi soo accumunati da un’unica smania: la febbre dell’oro. La voglia di posssedere una ricchezza enorme, pervade tutti e  ognuno è disposto ad rubare, a tradire e a uccidere pur di raggiungere il suo scopo.

L’unico che pare non essere pervaso da questo desiderio è Lando, un ragazzo costretto dagli eventi a crescere il cui unico desiderio è conoscere

“una donna abbastanza ingenua da potersi innamorare di un ragazzo del Tennessee”

Un animo romantico quello di Lando, per lui la ricchezza è un mezzo per un obiettivo che lui ha ben chiaro nella testa. Accumuna un po’ tutti i personaggi protagonisti delle storie di L’Amour, la voglia di distringuersi in questo mondo, di provare a sè stessi di essere in grado di resistere alle difficoltà e di sapere lottare.

Uno dei valori di questo libro è appunto questo, il volere avere successo nella vita, arricchire, non fine a sè stesso (per fare carriera, come si direbbe oggi) ma per dimostrare di che pasta si è fatti. Il valore del lavoro, come attività nobilitante per l’uomo, un valore che a mio parere oggi si è perso, purtroppo.

Questo romanzo  ci coinvolge e ci ispira ad essere migliori, a volere fare qualcosa in questa vita, non solo a trascinarci nelle 8/10 ore lavorative giornaliere, ma a fare qualcosa di più: essere protagonisti della nostra vita, un po’ come gli eroi di queste storie, perchè:

“in ognuno di noi c’è un cowboy”

e anche se le sfide sono cambiate, noi non abbiamo perso il gusto per la sfida.

 

 

Webb Mast