Talon il Vagabondo – Louis L’Amour

Un autentico capolavoro della letteratura western, scritto dall’impareggiabile Louis L’Amour e pubblicato da Arnoldo Mondadori nella collana Oscar Western.

“La carrozza privata sostava su un binario di raccordo immerso nel sangue arroventato di un tramonto nel deserto”

Decisamente questo è l’inizio di un romanzo che merita di essere letto.

Talon Il Vagabondo: la storia ( non ci sono spoiler).

Protagonista di questo romanzo è Milo Talon, uno dei discendenti della famiglia Talon originaria della penisola del Gaspè in Quebec.

Milo è il figlio di Em Talon, nata Sacket, decisamente una donna di cui parlerò ancora perchè è un personaggio che decisamente merita di essere approfondito; Milo Talon da altri romanzi risulta essere un po’ la pecora nera della famiglia Talon: è un giramondo, cambia lavoro frequentemente, facendo un po’ quello che capita per sbarcare il lunario, non è malvisto sulla Pista dei Fuorilegge.

In questo romanzo, il finanziere Jefferson Henry lo ha fatto chiamare perchè vuole affidargli un lavoro, che lui non ha mai fatto: l‘investigatore. Henry, il proprietario della carrozza privata, è un uomo anziano, ricco e potente e ha fatto chiamare Talon perchè gli vuole affidare il compito di ritrovare una sua nipote, sua unica erede. Talon accetta il lavoro, ma nel farlo fa un po’ lo straffottente per sbilanciare il suo interlocutore, per farlo irritare per conoscerlo meglio.

Una delle cose più interessanti ed avvincenti dei romanzi di L’Amour è la capacità di costruire un’atmosfera assolutamente credibile con solo poche frasi buttate lì come pennellate di un artista su una tela. Così anche da questo romanzo raccogliamo altre informazioni che ci fanno conoscere meglio i componenti della famigli dei Talon:

  • Em Talon: vedova,madre di Milo e Barnabas, proprietaria del Grande Vuoto, il ranch ET ( pronucia em-ti che assomiglia proprio a empty, vuoto), sterminato ranch sulle montagne del Colorado.
  • Barnabas Talon, l’istruito fratello di Milo, asso nel tiro come il fratello, Milo rivela che si trova in Gran Bretagna dove ha conseguito studi superiori di letteratura e legge.

L’intera storia di questo romanzo gira intorno alle vicende finanziarie del capitale di Nathan Albro, finanziere di successo, uomo severo e rigido dal buon cuore, il quale avevea predisposto i piani per costruire una ferrovia che avrebbe collegato il Missisipi-Missouri con la California e il Messico Nord Occidentale, opera mai realizzata, perchè soppiantata dalla Union Pacific, per la quale erano però stati messi a disposizione 5 milioni di dollari. Proprio questi 5 milioni di dollari, sono il motivo di tante morti violente, tradimenti e violenze raccontate nel libro.

Milo è all’oscuro di queste macchinazioni ma come un paziente cacciatore inizia la sua ricerca iniziando ad utilizzare quello che ha, perchè gli uomini proprio come gli animali, lasciano delle tracce, e lui è un maestro nel segurie qualsiasi traccia.

“gli esseri umani lasciano lo stesso tipo di tracce che lasciano gli animali. Basta scoprire cosa vogliono”

Milo si butta a capofitto in queste vicende spinto dal suo senso del dovere

“non ho mai mancato di dare una giornata di lavoro in cambio della paga di una giornata”

riscoprirà verità del suo passato, vicende a cui non era mai riuscito a dare una spiegazione, ritroverà donne misteriose del suo passato, conoscerà nuovi amici, German Schaffer detto Il Tedesco ex-cuoco, Felipe il mal hombre, si scontrerà con nemici davvero temibili, John Topp, Pride Hovey  e tanti altri ancora.

Un romanzo che merita di essere letto.

Questo libro è ritornato a fare parte della mia collezione dopo tanti anni, ritrovato in armadio, dimenticato ed impolverato.

A parte l’incipit che innegabilmente attira l’attenzione e la curiosità, questo libro è interessante e mi è piaciuto particolarmente perchè parla di un solitario, un vagabondo, un uomo che ha scelto di vivere da giramondo, rude e violento ma con un animo romantico. Un uomo che si rende conto di non avere costruito nulla nella sua vita, si rende conto di non avere lasciato, nulla sul suo cammino che tramanderà il suo ricordo.

Suo padre primo ad emigrare dalle terre del Quebec, era un mastro d’ascia e ad ogni tappa del suo viaggio ha lasciato qualcosa, un ponte, una battello a vapore, lui nulla.

Questa consapevolezza lo spinge ad impegnarsi al massimo in tutto ciò che fa e a portare a termine il suo dovere sempre, senza badare alle conseguenze, non importa cosa costi.

Milo, Talon il vagabondo, è un solitario, descritto come un uomo che è in grado di essere a suo agio in ogni situazione, dai lussuosi salotti dell’Est, alle tende indiane, ai ritrovi dei fuorilegge, qualcuno in cui ci si può riconoscere ed impersonarsi.

Webb Mast